Restauro Piccola Cornice Dorata del XVIII Secolo
Una cornice antica con numerosi problemi
Grazie all’esposizione mediatica dovuta a un recente servizio televisivo sulla mia attività di indoratore a Genova, sono stato contattato da un simpatico signore che ha come passione il collezionismo di arte antica. E come sappiamo bene, anche l’arte antica ha bisogno di manutenzione e restauri!
Il manufatto che ha sottoposto alla mia attenzione è una graziosissima cornice indorata contenente un ritratto di Maria Vergine dipinto su una lastra metallica. Si tratta di un quadretto piuttosto antico, risalente al XVIII secolo, la cui cornice sembra essere coeva e costruita su misura.
Questa incantevole cornice dorata era formata da un perimetro decorato a gesso con motivi rinascimentali, che a sua volta contiene una cornice decorata con foglie di lauro. All’interno, si trova un ovale con piccole baccellature che ospita a sua volta un grazioso dipinto su supporto ovale.

La bellezza del manufatto era indubbia, ma quali erano i suoi problemi di conservazione? Purtroppo per il mio Cliente vi erano diversi problemi che meritavano la mia completa attenzione:
- Infestazione di insetti xilofagi presente soprattutto nel lato posteriore del manufatto;
- Cornicetta ovale spezzata in due parti;
- Perdita di diverse decorazioni in gesso con doratura annessa.
C’era parecchio da fare, per fortuna che non ero da solo nella mia bottega di restauro, ma potevo avvalermi del prezioso aiuto di Inès, la mia bravissima stagista francese.
Si avvia il restauro: dalla disinfestazione alla doratura a missione
Eravamo pronti per iniziare il restauro di questa piccola cornice dorata. Per prima cosa, abbiamo incollato le due parti della cornicetta interna, evitando così che la situazione potesse peggiorare ulteriormente.
Abbiamo quindi proceduto con una bella disinfestazione della parte posteriore, provvedendo anche a stuccare tutti i buchi creati dagli animaletti infestanti. Risolti questi primi due problemi, ci siamo concentrati sulle decorazioni andate perdute, uno step che richiedeva parecchio tempo.
Per la ricostruzione di due baccelli, abbiamo utilizzato uno stecco per spiedini con successiva sagomatura ottenendo un risultato davvero molto soddisfacente. Può far ridere pensare che per modellare le parti mancanti siamo ricorsi a un oggetto di uso comune ma così lontano dal mondo del restauro.
Penso che la bravura di un restauratore sia anche questa: ricorrere a qualsiasi cosa che ci consenta di giungere a un risultato più che eccellente, sapendosi adattare e attingendo alla propria inventiva.
Un po’ di flessibilità mentale non guasta nel mondo del restauro!

Per le altre parti mancanti siamo ricorsi a calchi in silicone che abbiamo riempito con gesso liquido, ottenendo così decori perfettamente identici che abbiamo provveduto a incollare immediatamente.
Tutto era pronto per l’ultimo passaggio: la doratura del manufatto, ricorrendo alla tecnica detta “a missione”. La doratura a missione è una doratura a freddo che ricorre a un collante (detto appunto missione) per far aderire la foglia d’oro al manufatto in questione. Questa tipologia di doratura non è sempre indicata, ma spetta al restauratore, in base alla sua esperienza e professionalità, decidere quale tecnica applicare basandosi sulle caratteristiche del manufatto oggetto del restauro.
La doratura non è stato veramente l’ultimo step. Abbiamo eseguito anche un ritocco mimetico con vernice tinta con le terre, per mimetizzare la nuova foglia d’oro con quella vecchia: come sempre, l’intervento del restauratore deve essere il più invisibile possibile! La verniciatura finale con gommalacca decerata è stato veramente l’ultimo passaggio, quell’ultimo step che ci ha fatto esclamare “finito!”.
Controllo finale e riconsegna al legittimo proprietario
Essendo concluso il restauro, era giunto il momento di rimontare il piccolo dipinto nella sua sede originaria, mentre Inès si è occupata di ritoccare due piccoli punti antiestetici con la sua mano ferma. Il risultato finale è stato davvero sbalorditivo e lo stesso Cliente è rimasto molto impressionato dalla trasformazione della sua piccola, ma intrigante, cornice dorata.
Il servizio di Primocanale a cura della giornalista Elisabetta Biancalani mi ha dato notorietà; penso che dopo anni di modestia sia giunto il momento di affermare che l’attività che svolgo quotidianamente nel mio laboratorio sia di alto livello, come lo sono anche le stagiste che ospito, come Inès, con cui condivido la gioia e la soddisfazione di offrire un contributo molto importante alla conservazione dell’arte antica.
Ogni restauro è una nuova sfida che mi spinge a mettere in campo tutte le mie conoscenze, la mia esperienza, la mia professionalità e, perché no, anche un po’ di inventiva. Oltre alle tecniche, è anche questo che cerco di insegnare agli stagisti che ho il piacere di ospitare, aiutando, a mio modo, a creare la futura generazione di restauratori.
Non mi limito però a ospitare stagisti, ma anche corsisti che desiderano apprendere le basi del restauro o approfondire conoscenze pregresse: i miei corsi di restauro sono aperti a tutti, dai neofiti agli amatori un po’ più navigati. Per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi!


