Restaurare Mobili Antichi in Sicurezza: una Piccola Guida Pratica

Restaurare Mobili Antichi in Sicurezza: una Piccola Guida Pratica

Parliamo di sicurezza nel restauro

Oggi ho deciso di scrivere un articolo dedicato ovviamente al mondo del restauro mobili antichi lignei, ma vorrei farlo da un punto di vista diverso, quello della sicurezza. Chi si approccia per la prima volta a questo mondo potrebbe pensare che è affascinante, divertente e soddisfacente, ma non considera anche le tante piccole insidie che rendono unico il mio mestiere.

Non si parla mai abbastanza della sicurezza ed è per questo che oggi, sfruttando i tempi di attesa che esistono nel mondo del restauro, mi metto al computer e butto giù questa piccola guida che vuole essere un vademecum per tutti coloro che, affascinati dal mondo del restauro, decidono di muovere i primi passi in questo mondo.

L’ABC del restauro non sono le tecniche ma, per come la vedo io, è proprio la sicurezza!

Dispositivi di protezione e alcuni consigli da seguire

Iniziamo proprio da tutti quei dispositivi di protezione che ci permettono di operare in assoluta tranquillità e che, proteggendoci a dovere, ci consentono di concentrarci sul mobile oggetto del restauro.

Iniziamo quindi questo viaggio nel mondo della sicurezza: pronto a prendere appunti?

Guanti e guantini

Restaurare mobili antichi in sicurezza: guanti

I classici guanti monouso sono utilissimi quando si lavora con i liquidi di qualunque tipo. Per esempio, devi lucidare a tampone con vernice gommalacca? Prendi dei guantini puliti. Devi usare dei colori? Guanti. Devi impastare stucchi? Guanti! Anche se entri in contatto per brevi istanti con i pigmenti devi indossare i guanti.

Devi prestare particolare attenzione ai colori in polvere come le terre e le aniline (composti chimici usati per tingere il legno), elementi che non devono entrare in contatto diretto con la nostra pelle.

Passiamo adesso ad altre tipologie di guanti, quelli più robusti usati per i solventi. In questo caso, infatti, i classici guanti monouso non sono sufficienti a proteggerci, ma dobbiamo ricorrere a guanti più importanti, soprattutto se dobbiamo manipolare gel sverniciatore e solventi di vario tipo.

Maschere e mascherine

A cosa mi riferisco quando parlo di mascherine? A quelle tipo FF-P2 che ormai tutti abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene. Queste mascherine sono molto importanti per proteggere il nostro apparato respiratorio quando produciamo polvere. In questi frangenti, però, consiglio anche di armarsi di ulteriori aiuti per aspirare la polvere e toglierla dall’ambiente, tipo ventole aspirapolveri e aspiratori in generale.

Restaurare mobili antichi in sicurezza: maschere

Ma attenzione: solo perché hai un aspiratore non vuol dire che devi rinunciare alla mascherina! Quella la devi indossare comunque, potrà darti fastidio o potrai avere caldo (soprattutto in estate), ma protegge tantissimo le vie respiratorie e quella è la cosa più importante.

Passiamo adesso a un altro tipo di maschera decisamente più importante e ingombrante: le maschere antigas. Si tratta di maschere stagne che aderiscono alla perfezione al viso, sono inoltre dotate di filtri che aiutano a creare una barriera difensiva molto efficace contro i vapori.

Occhiali protettivi

Gli occhiali, quelli protettivi ovviamente, sono fondamentali quando stiamo lavorando con utensili elettrici come fresatrici, trapani, pialle e seghe, per proteggere i nostri occhi da schegge e polvere.

Se indossi occhiali da vista non cadere nell’errore di pensare che quelli siano più che sufficienti, perché lateralmente sono aperti e non impediscono alla polvere di entrare negli occhi. Servono occhiali appositi.

Cuffie antirumore

Restaurare mobili antichi in sicurezza: cuffie occhialiLe cuffie antirumore devono essere utilizzate ogni volta che utilizziamo, anche per pochi minuti, elettroutensili, per esempio fresatrici e trapani. Esattamente come proteggiamo i nostri occhi e le vie respiratorie, dobbiamo proteggere anche il nostro udito da questi attrezzi che emettono suoni davvero forti e fastidiosi, rumori che, alla lunga, possono compromettere irreparabilmente il nostro udito.

Meglio quindi correre ai ripari finché possiamo!

Infissi

So benissimo che gli infissi delle finestre non sono dei DPI, ma rientrano tra i consigli che voglio darti affinché ti possa godere il tuo restauro senza rischiare la salute!

Quando lavori non dimenticarti di cambiare l’aria spesso e volentieri, creando anche correnti con porte e finestre. In estate è molto semplice seguire questo consiglio, ma comprendo che le temperature in inverno ti porteranno a non farlo. Il mio consiglio rimane quello di cambiare comunque aria molto spesso, così che polvere e vapori si disperdano e si crei un ambiente di lavoro più salutare.

Indumenti

Non parlo di dress-code, non nel senso stretto del termine, ma di certo è bene approcciarsi al restauro dei mobili in legno con un abbigliamento consono.

Il mio consiglio è quello di indossare calzature da lavoro e abbigliamento tecnico. In questo modo possiamo muoverci in sicurezza senza il pericolo di scivolare o di entrare in contatto con prodotti chimici.

Affrontare il restauro dei mobili nel miglior modo possibile

Si suol dire che chi ben comincia è a metà dell’opera e iniziare un restauro con le giuste protezioni è molto importante! Usando questi dispositivi per la sicurezza personale e seguendo anche gli altri miei consigli (per esempio quello sul ricambio dell’aria), è possibile restaurare mobili antichi in sicurezza e serenità, acquisendo dimestichezza giorno dopo giorno e senza arrecare danno alla nostra salute.

Ovviamente per una totale sicurezza i DPI non sono sufficienti, ma è essenziale utilizzare a dovere anche i “ferri del mestiere” come lame di scalpelli, sgorbie e pialle, strumenti che se mal utilizzati possono farci anche molto male. Ed è proprio a loro che dedicherò un prossimo articolo, alle precauzioni fondamentali da tenere sempre a mente per mettere al riparo dita e mani da tagli indesiderati.

È il momento di tornare al lavoro e proseguire il restauro del mobile in legno presente nel mio laboratorio di restauro a Genova: questo antico paziente reclama, giustamente, la mia attenzione.

Prima di indossare i miei DPI e tornare davvero al lavoro ti lascio un ultimo consiglio: se non sei pronto a sperimentare il restauro in solitaria, lascia che me ne occupi io e consulta i miei servizi di restauro. In alternativa, puoi partecipare a uno dei miei corsi di restauro per apprendere le basi o approfondire un tema che ti interessa particolarmente.

Insomma, contattami e dimmi come posso aiutarti!

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