Corsi Restauro Mobili in Legno Genova: la Storia di Francesco
Restaurare un tavolino in radica degli anni ’40
Parliamo ancora dei miei corsi restauro mobili in legno che tengo nella mia bottega a Genova. Oggi voglio analizzare l’esperienza di un altro mio corsista: Francesco.
Galeotta fu la passeggiata che portò Francesco alla mia bottega! Ebbene sì, Francesco camminava per Genova e si è ritrovato davanti al mio laboratorio di restauro mobili in legno Genova e mi ha visto mentre ero intento a restaurare l’ultimo paziente entrato nella mia bottega.
Ed ecco che Francesco mi chiede se sono solito organizzare corsi restauro mobili in legno e alla mia risposta positiva abbiamo subito iniziato a chiacchierare, in particolare dei problemi che presentava un suo tavolino anni ’40. Una battuta tira l’altra ed ecco che Francesco ha deciso di iscriversi a un mio corso.
Una cosa da sapere su Francesco è che già si occupava di restauro di mobili, non era un neofita in questo campo, ma si era imbattuto in una serie di problemi relativi alle impiallacciature in radica del tavolino anni ’40 che proprio non riusciva a risolvere. Un corso di restauro gli tornava utile per migliorare le sue competenze.
Le condizioni del tavolino in radica di noce
Il sabato mattina prescelto, Francesco è arrivato nella mia bottega con il suo tavolino e ho subito notato i numerosi problemi che lo affliggevano, e non erano solo le impiallacciature.
La forma del tavolino è davvero aggraziata, con quattro braccetti a forma di tulipano che sorreggono altrettante sfere su cui poggia il piano: un vero capolavoro di design rivestito in radica di noce. Ho intuito subito le potenzialità del pezzo, ma il lavoro da fare era davvero molto e il tempo, purtroppo, era scarso.
Nonostante il poco tempo a disposizione, non potevamo omettere l’importantissimo momento dell’osservazione del pezzo. Abbiamo così dedicato 5 minuti a osservare il tavolino ottenendo diverse informazioni.
Il piano presentava parti scollate e altre sollevate, alcune impiallacciature erano andate perdute, così come erano andati persi il bordo del tavolo e il piano inferiore. Il telaio aveva perso stabilità e doveva essere nuovamente incollato, e la lucidatura era ormai compromessa. A questo si aggiungeva un’infestazione da tarli in piena regola che interessava tutto il tavolino.
Che dire? Il mobile era un perfetto soggetto per uno dei miei corsi restauro mobili antichi!
Restauro tavolino in legno: un lungo processo
Come prima cosa, ci siamo dedicati al consolidamento della struttura. In prima fase abbiamo smontato e incollato il mobile. In seguito, abbiamo reintegrato le impiallacciature mancanti, incollato le impiallacciature scollate e schiacciato quelle sollevate: abbiamo prestato attenzione ad ogni minimo particolare, un lavoro davvero certosino!
Elencando tutti i passaggi, sembra tutto semplice e, soprattutto, sembrano anche operazioni molto brevi. Ebbene, tutto questo ha occupato ben 4 lezioni!
Nella quinta lezione ci siamo finalmente occupati anche di altro, in particolare della finitura; Francesco aveva infatti già provveduto alla disinfestazione da tarli.
Dopo aver rimosso gli strati delle vecchie vernici ormai irrecuperabili, abbiamo levigato le superfici per rimuovere anche gli “scalini” fino ad ottenere una perfetta base sulla quale posare uno strato di vernice fresca. Le vecchie radiche perfettamente levigate hanno accolto con piacere la novità e sono tornate a brillare!
Il restauro, però, non era ancora finito. Dopo la vernice ci siamo dedicati allo stucco e, ovviamente, alla lucidatura a tampone, la conclusione del restauro e del corso di Francesco. Questa lucidatura non rappresenta solo un balsamo per il legno, ma anche un momento agognato da ogni restauratore, una vera gratificazione per l’ebanista, un momento di stupore per il mondo e anche motivo di ammirazione dei turisti che passeggiano nel mio vicolo a Genova.
Piccola nota. Prima o poi dovrò davvero dedicare due o tre parole alle frotte di turisti che si fermano a contemplare, quasi ammaliati, i miei corsi di restauro del sabato. Noi italiani non ci rendiamo conto del patrimonio culturale di cui disponiamo, oppure lo diamo per scontato, ma ti assicuro che è assai gratificante quando quaranta persone si fermano a osservare ammirate due persone che lucidano a mano un tavolino antico con vernici misteriose. In questi momenti ci si sente come alieni scesi sulla Terra che mostrano all’umanità che esistono attività in via di estinzione che permettono di fare o creare qualcosa di bello.
Ed è proprio la bellezza ad essere un alimento fondamentale per l’uomo, senza il quale non possiamo resistere e non ci sentiremmo soddisfatti e felici. Forse è proprio questo che mi spinge a continuare con questo lavoro, pieno di insidie e incertezze, ma la cui bellezza spinge sempre più persone a frequentare corsi di restauro, tirocini universitari, oppure a fermarsi davanti a una bottega ad ammirare il lavoro dell’artigiano.
Questa è la ricerca della bellezza in ogni sua forma e declinazione.
Corsi restauro mobili in legno su misura: al centro di tutto ci sei tu!
Perché ultimamente parlo molto dei miei corsi restauro mobili in legno? Il motivo è essenzialmente uno: desidero mostrare la varietà di corsisti che si avvicinano a quest’arte, escludendo volontariamente gli studenti che svolgono lo stage presso la mia bottega di restauro Genova.
Mostrare la varietà dei corsisti serve per abbattere qualche barriera, il blocco che impedisce alle persone di seguire un corso di restauro. In molti, infatti, pensano che per seguire dei corsi sia essenziale possedere già alcune nozioni o avere esperienza pregressa: questo è ciò che mi viene chiesto ogni volta.
La mia risposta è sempre la stessa: no, non serve alcuna conoscenza o esperienza! Anzi, voglio fare una piccola precisazione. I corsi restauro vengono creati e personalizzati mettendo al centro il corsista, una persona unica al mondo con conoscenze, curiosità, dubbi e richieste. Questo vuol dire due cose tra loro strettamente connesse:
- Non esiste un corso uguale all’altro: questo perché non solo mi baso sull’unicità della persona, ma anche sull’oggetto che andremo a restaurare. A volte i corsisti portano qualcosa da restaurare, altre volte chiedono espressamente di approfondire un argomento (per esempio con Sandra ci siamo concentrati sulla doratura), altre volte ancora, invece, sono talmente curiosi che decidono di seguire la corrente e restaurare quello che si trova nel mio laboratorio di restauro;
- Il corso si adegua al corsista: se hai esperienza pregressa, ma desideri affinare la tecnica, sarà mio compito pensare a un corso che incontri le tue preferenze e che ti aiuti a migliorare (e consolidare!) le tue conoscenze pregresse. Non devi essere tu ad adattarti al corso, ma il corso asseconderà le tue conoscenze e i tuoi desideri.
Se sei curioso di cosa ti propongo, consulta la pagina dedicata ai miei corsi di restauro, oppure contattami per maggiori informazioni!


