Restauro Mobili Antichi Genova e Upcycling: la Storia di Marco
Alla scoperta del riuso creativo

Il mondo del restauro mobili antichi Genova non è immune dall’upcycling, cioè la creazione di oggetti con valore maggiore dei suoi materiali di partenza. In poche parole, si prendono materiali di scarso valore e li si compongono tra loro fino ad ottenere un mobile di valore: è come se si eseguisse una sorta di upgrade!
Questa tendenza assai diffusa negli ultimi anni, non riguarda però solamente l’ambito dell’arredamento, ma anche quello della moda.
Essendo io un restauratore mobili in legno a Genova mi concentro ovviamente sulle evoluzioni che l’upcycling ha avuto nell’arredamento: non essendo esperto di moda non posso di certo indugiare su questo aspetto!
Nell’ambito dell’arredamento, le interazioni con la decorazione e il restauro diventano piuttosto strette. Oserei quasi dire che uno diventa ancella dell’altro, anche se, a ben vedere, nel restauro ligneo, servizio principale nella mia bottega di restauro Genova, vi sono i germi dell’upcycling da secoli, oserei dire millenni. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole: concedimi questa citazione biblica che ben descrive la situazione.
Il riuso, traduzione del termine inglese, è stato già praticato in passato da falegnami, artigiani e artisti sin dalla notte dei tempi. Forse la novità che risiede nel concetto di upcycling è il livello superiore del valore del manufatto che si raggiunge con la manipolazione eseguita dall’artigiano. Consideriamo infatti che il cambio di destinazione d’uso è un’esperienza già nota agli antichi falegnami.
La ghiacciaia di Marco e l’upcycling
Dopo questa introduzione d’obbligo, è il momento di parlare dell’esperienza di Marco nella mia bottega di restauro Genova. Marco è uno dei miei recenti corsisti che ha partecipato al restauro con un entusiasmo esemplare.
Ma partiamo dall’inizio. Marco ha ricevuto in regalo dalla sua famiglia un corso di restauro nella mia Bottega dei Miracoli e, dopo aver fissato le date del corso, si è presentato alla sua prima lezione con un progetto ben chiaro in mente: desiderava trasformare una vecchia ghiacciaia marchio Polar in un comodino per la nuova casa del figlio.
Se ti ricorda qualcosa questa storia è perché, forse, l’hai già letta (almeno in parte) nella news dedicata ai miei numerosi corsisti di questo 2024. In quell’articolo ho affrontato in modo superficiale le storie dei diversi partecipanti per mostrare quante sono le cose e i corsi che si possono fare nella mia bottega, ma credo che l’esperienza di Marco meriti un particolare approfondimento.
Io vado matto per le persone con le idee chiare e Marco rientra proprio in questa categoria. Marco si è presentato in bottega con la sua ghiacciaia in faggio dipinta di azzurro e osservandola mi è subito venuto in mente l’upcycling e tutto mi è stato chiaro: l’upcycling sarebbe stata la soluzione perfetta e la giusta risposta al piano di Marco.
La ghiacciaia, dopo aver trascorso decenni in cantina, era ormai ridotta a un rudere. La sua funzione era ormai esaurita e attraverso il restauro ligneo Marco desiderava destinarla a un nuovo uso donandole così un valore più alto di quello che aveva in quel preciso momento. Ecco cosa intendiamo quando parliamo di riuso!
Il primo step è stato procedere con la ricostruzione delle parti mancanti, prima di soffermarci sul colore originale della ghiacciaia. Marco infatti ha deciso che quell’azzurrino non era di suo gusto e che lo avrebbe quindi voluto rimuovere. Cosa si fa in questi casi? Ci si arma di paglietta e decapante per togliere ogni traccia di quel colorino non gradito.
Siamo poi passati alla disinfestazione tarli e alla finitura conclusiva con mordente, stucco, gommalacca e cera. Il nostro lavoro era concluso ed era ormai tempo di procedere con la collocazione del nuovo comodino nella stanza del figlio. È proprio qui che l’ex ghiacciaia dava il suo meglio, degna di una rivista di arredamento di alto livello!
Valorizzare sé stessi con il restauro
Non posso dire che quello di Marco sia stato un restauro facile, ma ricordiamoci che “nihil sine magno vita labore dedit mortalibus”, cioè che la vita non concede nulla agli uomini senza grande sforzo. E, aggiungo io, è proprio questo sforzo richiesto a rendere ancora più dolce e soddisfacente il risultato finale!
La trasformazione del manufatto è di certo stato un bel momento, ma non è la cosa che mi ha colpito maggiormente visto che sono ormai trent’anni che vivo questa esperienza. Ciò che mi ha veramente toccato è stato lo sguardo di Marco che, alla fine del suo corso di restauro, era carico di soddisfazione, orgoglio e stupore.
Grazie ai miei corsi di restauro Genova ho avuto modo di vedere quello stesso sguardo in moltissime persone, uno sguardo stupito, soddisfatto e a volte quasi incredulo. Questo mi ha portato a formarmi la convinzione che forse attraverso il restauro possiamo valorizzare noi stessi e tirare fuori abilità che non sapevamo di avere, tutto grazie alla rigenerazione di un oggetto che abbiamo realizzato proprio con le nostre mani.
Se desideri anche tu provare emozioni simili o semplicemente metterti in gioco, non esitare a contattarmi o a venirmi a trovare nella mia bottega a Genova!










