Restauro Credenza Stile Provenzale in Cattive Condizioni
Una bella credenza con parecchi problemi
Nella mia bottega di restauro a Genova non mi dedico solo a rimettere in sesto mobili antichi usciti dalle scuole dei grandi ebanisti, ma anche ai mobili in legno che meritano una seconda possibilità, come questa bellissima credenza provenzale.
Una mia storica Cliente mi ha affidato la sua credenza provenzale a corpo unico, affinché la riportassi in buone condizioni.
Lo stato di conservazione iniziale era veramente pessimo ed era evidente che per moltissimi anni questa credenza non avesse ricevuto alcun tipo di cura. La patina, in particolare, era estremamente degradata e presentava tracce di grasso, olio e sporco di deposito.
Anche le parti meccaniche delle ante e del cassetto avevano visto tempi migliori: avevano infatti bisogno di interventi di falegnameria volti a ripristinare la funzionalità. Il piano presentava anch’esso numerosi problemi, come fessure, buchi, stuccature maldestre e tracce di antichi restauri mal realizzati.
La lista dei problemi di questa bella ma malandata credenza si conclude con il fondo inutilizzabile, con tavole completamente imbarcate ed estremamente fragili. Una infestazione di tarli si era diffusa non solo sul fondo, ma anche sulla spalla del mobile, cassetto sulle ante.
Inutile dire che il mobile aveva visto tempi migliori!
Una soluzione per ogni problema della credenza
Davanti a un mobile con così tanti problemi e interventi da attuare, una bella lista delle cose da fare, una di quelle che consiglio sempre di fare ai partecipanti ai miei corsi di restauro, era assolutamente importante. Passo dopo passo avrei risolto ogni problema, trasformando il brutto anatroccolo in un bellissimo cigno.
Per prima cosa mi sono messo a riparare fondo, cassetto e ante. Successivamente ho rimosso tutta la vecchia vernice, riportando alla luce la bella essenza di castagno utilizzata per il mobile, un castagno con splendide venature.
Mi sono dedicato ad una bella quanto essenziale disinfestazione delle parti danneggiate, andando poi a ripristinare l’integrità del piano, colmando tutte le lacune purtroppo ben visibili e che imploravano a gran voce un intervento estetico e risolutivo.
Lucidatura a tampone o lucidatura a cera? Ecco il mio ragionamento
Lavorando giorno dopo giorno alla credenza provenzale, sono infine arrivato al momento della finitura e qui mi sono soffermato per ragionare su come proseguire. Il legno di castagno, per quanto bello, non è di certo un’essenza raffinata come, per esempio, la noce.
Una lucidatura a tampone con vernice gommalacca che mette in risalto le peculiarità del legno (ampiamente usata con essenze nobili) poteva essere fuori luogo. Motivo per cui ho deciso di procedere con una lucidatura a cera.
La cera che utilizzo nella mia bottega viene personalmente preparata dal sottoscritto ricorrendo a un’antica ricetta nella quale vengono mescolate diverse resine con rapporti e quantità precise. Questa ricetta mi è stata tramandata dal mio maestro restauratore con una semplice e precisa richiesta: mai divulgarla! E a questo mi attengo ancora oggi, a distanza di anni. Una promessa è una promessa.
Tutto questo per dire che la cera da me utilizzata è un prodotto di alta qualità e che non può essere minimamente paragonata a ciò che si trova in commercio. Non è una semplice cera, ma un sapere antico che viene tramandato in segreto da un restauratore all’altro.
Ma torniamo alla lucidatura del nostro mobile. La prima parte è stata realizzata con una cera molto emulsionata tirata con pezze di jeans. Ebbene sì, i vecchi jeans nel restauro trovano un nuovo utilizzo, perché si tratta del miglior materiale per questa operazione.
Dopo aver tirato a dovere la cera, ho lasciato riposare il mobile senza toccarlo per un intero mese. La cera, infatti, deve essiccare lentamente e naturalmente nelle fibre e nei pori del legno, attuando così una funzione di turapori.
Trascorso il mese, ho nuovamente trattato la superficie con una cera colorata con bitume, ottenendo un eccellente risultato.
Il valore dell’attesa nel mondo del restauro
Il restauro si è concluso nel migliore dei modi e la mia Cliente è rimasta più che soddisfatta dal risultato finale.
Ma prima di concludere ci tengo a tornare sul tema dell’attesa, molto importante in questo restauro.
Quando si opera nel mondo del restauro, è importante avere la pazienza di aspettare che il tempo faccia il suo corso, che faccia asciugare la cera o una vernice. Oggigiorno non siamo più abituati all’attesa: le nostre vite sono caratterizzate dalla velocità e da tempo di consegna sempre più brevi.
Io non ho fretta di consegnare ai legittimi proprietari i loro mobili e non perché perda tempo, ma perché ciò che inseguo in ogni restauro è l’eccellenza e non la tempistica. Preferisco dedicare il tempo che serve per fare le cose bene e stupire i miei Cliente, invece di fare le cose di fretta offrendo un risultato scadente o non all’altezza delle mie abilità o delle aspettative altrui.
I miei Clienti lo sanno, sanno come lavoro e quali sono Valori che guidano il mio operato, e sono disposti ad aspettare il tempo che serve per portare a casa il risultato che si aspettano.
Sono contento e mi sento onorato di poter contare su questo tipo di fiducia, perché il mio lavoro è un’arte antica e così deve continuare a essere, malgrado il mondo fuori la mia bottega a Genova corra sempre più veloce, lasciando sempre meno spazio a quei ritmi lenti che mi piacciono tanto.
Se vuoi sperimentare la qualità di un lavoro realizzato con la lentezza che merita, iscriviti a uno dei miei corsi amatoriali dedicati non solo al restauro di mobili, ma anche alle tecniche di doratura e intaglio del legno. Ti porterò in un mondo dove il tempo diventa relativo, gli orologi si fermano e a dettare legge sono solo i mobili.
Contattami per maggiori informazioni!


