Restauro Specchiera Antica Luigi XVI Laminata in Argento

La mia bottega di restauro Genova accoglie il nuovo ospite
Il restauro specchiera antica in stile Luigi XVI è una di quelle richieste che arriva da Clienti tra loro molto diversi. La passione per i mobili antichi e, in generale, l’antiquariato accomuna tantissime persone, senza badare alla loro provenienza o alla loro età.
Ecco perché sono sempre felice quando nuovi, giovani e brillanti Clienti approdano nella mia bottega di restauro mobili antichi Genova, la mia Bottega dei Miracoli, per chiedere il mio aiuto per i loro mobili antichi o, come in questo caso, per una specchiera in stile Luigi XVI.
I miei nuovi Clienti mi hanno incaricato di eseguire un avvincente intervento di conservazione che oggi voglio raccontarti: partiamo dall’inizio.
La specchiera antica Luigi XVI laminata in argento dei miei Clienti aveva effettivamente bisogno di un tagliando, un passaggio conservativo in alcuni punti per allontanare nel tempo il momento di un restauro maggiormente invasivo. Finché è possibile questa è la strada migliore da percorrere, soprattutto se si vuole mantenere il valore dell’oggetto antico.
Prima di mettere le mani in pasta, però, mi sono dedicato all’analisi della specchiera antica laminata in argento. Una cosa che insegno sempre a coloro che frequentano i miei corsi di restauro Genova è che non si deve aver fretta di iniziare a lavorare sul mobile antico, ma si deve sempre dedicare il tempo che serve a comprenderne in pieno i problemi e i difetti.
Sapere cosa ci aspetta e quali sono i problemi di un mobile antico è essenziale per pianificare i giusti interventi nel pieno rispetto delle peculiarità e della storicità del pezzo che abbiamo tra le mani.
I problemi della specchiera Luigi XVI
I punti critici che richiedevano la mia completa attenzione si trovavano concentrati nella cimasa della cornice, una decorazione recante elementi intagliati a forma di foglie, margherite e la classica coppa ricorrente in questo stile: alcune parti erano distaccate e scollate, inoltre tutto il complesso scolpito mostrava di essere prossimo a staccarsi dal corpo principale della cornice.
Un primo intervento è stato consolidare le parti fragili con colla animale e mettendole in pressione con forza, ma anche con delicatezza: l’importanza del giusto equilibrio che serve in tutte le cose, anche nel restauro mobili antichi.
Secondariamente è stato necessario consolidare il retro della cimasa attraverso degli elementi di sintesi tra punti fragili.
Ma a cosa sono dovuti tutti questi problemi della cimasa già incontrati in altri nostri restauri? La causa è sempre la stessa: l’impoverimento dell’essenza lignea dovuto alle infestazioni dei tarli.
In un manufatto che ha superato i duecento anni di età, il materiale ligneo mancante può arrivare a rappresentare anche il trenta per cento del manufatto stesso. In questi casi, il consolidamento è un intervento molto delicato, perché spesso il legno che si trova sotto la superficie è stato sostituito dall’aria e basta esercitare una piccola pressione per ridurlo in polvere. Al contempo, però, occorre esercitare una pressione fra le parti per incollarle insieme e reintegrarle.
Facile a dirsi vero? Sarebbe bello se esistesse una regola che ci dica fino a che punto è necessario esercitare pressione, o come fare a capire quando stiamo mettendo troppa o troppo poca pressione. Così però non è. L’esperienza e la sensibilità dell’artigiano sono le principali protagoniste che ci aiutano a capire se la pressione esercitata è sufficiente o eccessiva; ecco perché è importante affidarsi sempre ai veri professionisti.
Terminato il lavoro sulla cimasa mi sono dedicato alla parte posteriore dove ho contribuito alla tenuta delle parti ricongiunte attraverso alcuni elementi di sintesi preparati su misura con legno di conifera: in alcuni casi è stato necessario sagomarlo perché le parti si trovavano su piani differenti.
Questi piccoli ponticelli sono stati incollati sopra la superficie di contatto tra le due parti e successivamente pitturati con una tempera ocra per mimetizzarli al meglio: essi rappresentano un punto di forza tra due punti deboli.
Il risultato finale è stato eccellente ed invisibile. Nonostante l’impegno profuso in questo restauro specchiera antica, non voglio prendermi tutto il merito, ma rendere omaggio anche ai proprietari della specchiera che, al primo segno di debolezza, hanno contattato il professionista per un consiglio e per un intervento mirato.
Ed ora lasciamo che questa bella specchiera in stile Luigi XVI torni al suo posto, impreziosendo ancora per tanti anni la casa dei miei Clienti.
Valutazione e professionalità alla base dei miei interventi
Prima di concludere questo racconto, ci tengo a sottolineare una cosa. Quando si parla di oggetti lignei antichi è sempre meglio ricorrere ad un intervento di conservazione ogni tanto ed evitare di arrivare alla necessità di fare un intervento di restauro, più complesso e anche più costoso.
Come spiegato in altri miei articoli, la conservazione mira proprio a conservare i pezzi originali del mobile antico o del manufatto, e non va a stravolgere l’essenza dell’oggetto in questione, men che meno va a influire sul suo valore storico e artistico. Ecco perché essa è sempre da preferire rispetto al restauro più pesante: purtroppo, però, non sempre questo è possibile.
Ogni tanto affida al professionista, un restauratore mobili antichi Genova qualificato come il sottoscritto, i tuoi beni antichi per un piccolo controllo e una ritoccata alle parti problematiche, ma ancora gestibili. Questa piccola ma importante accortezza eviterà grossi interventi invasivi nel breve periodo, soprattutto se si ha cura del mobile antico.
Per ricevere maggiori informazioni sul mio lavoro ti invito a consultare i miei servizi, con particolare attenzione per i corsi di restauro che ho finalmente riattivato. Se invece vuoi fissare un appuntamento, o affidarmi un mobile antico, non esitare a contattarmi.


