L’Affilatura delle Lame nel Mondo del Restauro Ligneo Genova
Per un perfetto restauro servono strumenti all’altezza del compito!
Torniamo nel mondo del restauro ligneo per affrontare un tema importante e troppo spesso ignorato: mi riferisco all’affilatura delle lame usate in questo ambito, un’operazione ricca di fascino e complessa al tempo stesso.
Un bravo restauratore di mobili in legno deve essere in grado di prendersi cura e soprattutto affilare i suoi attrezzi. A causa dell’uso e dell’usura, questi tendono a perdere il filo, diventando così pericolosi e inefficienti. Come accade con tantissime cose, online si trovano molti tutorial a riguardo, alcuni dei quali ammetto che sono anche ben fatti, mentre altri sono fuorvianti. Non è tutto oro ciò che luccica, quindi attenzione!
È proprio pensando a questi tutorial fuorvianti che ho deciso di scrivere questo articolo didattico, cercando di semplificare l’argomento e renderlo facilmente approcciabile anche dal neofita, senza per questo rinunciare alla professionalità e alle accortezze che si devono avere in fase di affilatura.
Iniziamo con la nostra “lezione”!
Affilare e rifinire le lame: ecco come fare
Le lame che il restauratore si troverà principalmente ad affilare sono quelle di scalpelli, pialle, sgorbie e coltelli. Per rimettere in forza queste lame, ricorreremo ad importanti attrezzi quali mola elettrica ad acqua, pietre per l’affilatura di grane diverse, olio paglierino o olio di vaselina.
La mola elettrica ad acqua è un utensile che si utilizza quando il filo dello scalpello è molto danneggiato o consumato. È molto importante che la pietra rotante della mola sia di buona qualità e che sia costantemente bagnata dall’acqua. Nell’usare questo utensile è fondamentale trovare la giusta angolatura tra la lama e la pietra. Lasciamo stare la trigonometria studiata a scuola e cerchiamo invece di sviluppare la nostra capacità di osservazione per ricostruire l’inclinazione già esistente. Quindi prima di iniziare a molare è bene dedicare un minuto all’osservazione dell’inclinazione dello scalpello.
In fase di molatura non è necessario esercitare eccessiva pressione, ma devi cercare di mantenere il più possibile la giusta angolatura di taglio precedentemente definita. Una cosa molto importante che deve essere sempre tenuta a mente, è che la parte affilata sia sempre a 90° rispetto al corpo della lama: se così non fosse, prima di molare possiamo raddrizzare l’angolo, mettendo la lama in un morso e limando la stessa fino a ottenere il risultato che ci interessa.
Ogni tanto dovremo anche controllare il filo della lama per vedere come procede il nostro lavoro e se dobbiamo proseguire con l’affilatura. Per farlo, devi passare con attenzione la lama contro il polpastrello del pollice. Quando saremo soddisfatti, concludiamo il nostro lavoro con la mola e passiamo alla rifinitura con la pietra.
Piccola precisazione: non sempre per affilare una lama è necessario ricorrere alla mola elettrica ad acqua, perché spesso le lame hanno semplicemente perso il filo e non sono ridotte così male da dover ricorrere alle maniere forti. In questi casi è più che sufficiente affilarle con pietra e un po’ di olio.
Ma quali pietre usare e, soprattutto, come usarle? Per iniziare, consiglio sempre di possederne almeno due: una con una grana grossa e l’altra con grana fine per rifinire il lavoro di affilatura. Prima di usarla, dobbiamo prendere la pietra e metterla a mollo nell’acqua per 30 minuti per farla idratare. Trascorso il tempo necessario, mettiamola sul bancone con un blocco davanti (in gergo, un “cane”) e lasciamo cadere un paio di gocce di olio al centro della pietra.
La pietra è pronta per essere utilizzata, ma come? Ricordi il discorso fatto sull’angolatura della lama quando abbiamo parlato della mola ad acqua? Bene, il medesimo discorso vale anche per la pietra: inizieremo a spingere la lama sulla pietra avanti e indietro osservando il miglioramento accadere proprio sotto i nostri occhi.
Assicurati di fare questa operazione in un luogo ben illuminato prenditi il tempo che serve. Ricordati che non è possibile imparare in tempi brevi questa operazione, quindi prenditi tutto il tempo che serve.
Passeremo poi alla pietra di rifinitura e quando il pollice sarà soddisfatto del lavoro svolto, saremo a buon punto!
Al termine dell’affilatura, noterai una “bava” di metallo sulla parte posteriore della lama: per eliminarla è sufficiente passare il controfilo su un pezzo di legno.
Se proprio vogliamo finire in bellezza, ci sarebbe un ultimo passaggio non obbligatorio, passare cioè sulla lama un po’ di carta abrasiva bagnata.
E ora la classica prova del 9: proviamo il nostro scalpello su un pezzo di legno e verifichiamo il buon esito dell’operazione. Credimi quando dico che anche il processo di affilatura è in grado di dare grandi soddisfazioni, soprattutto quando vedi come quello scalpello ridotto male, torna a fare alla perfezione il proprio lavoro grazie alle tue premurose attenzioni!
Sgorbie e coltelli non devono essere affilati sulla mola ad acqua eccezion fatta per casi particolari, quasi disperati (per esempio se in fase di lavorazione la lama ha preso contro ad un chiodo): in casi normali, per loro è più che sufficiente il passaggio su pietra.
Sperimenta con l’affilatura dei tuoi strumenti per intagliare il legno
Come vedi non è impossibile avere a propria disposizione strumenti per il restauro ligneo in perfette condizioni, soprattutto se si hanno le nozioni base e le indicazioni necessarie per procedere alla loro affilatura.
Spero di aver risposto ai dubbi che sorgono spontanei in questi casi e di averti aiutato ad affrontare un’operazione tanto importante quanto soddisfacente come l’affilatura delle lame, essenziale per tutti coloro che desiderano cimentarsi nell’intaglio del legno.
Prima di concludere, vorrei darti un ultimo piccolo consiglio. So bene che chi si cimenta in questo ambito è spesso spinto dal perfezionismo, ma in questo frangente ti chiedo di dimenticarlo, perché rischia di allontanarti dal risultato. Più diventerai bravo nell’affilatura e meno tempo richiederà questa operazione: pratica ed esperienza ci migliorano!
Cerca invece di approfondire la tua capacità di osservazione, di comprendere l’angolazione della lama e di capire quando il tuo lavoro è terminato. L’osservazione è il tuo più grande alleato nel mondo del restauro e, oserei dire, anche nella vita di tutti i giorni.
Lezione di oggi terminata! Torno ai miei doveri nella mia bottega: contattami se hai domande, dubbi o se desideri ricevere un preventivo per il restauro di quel mobile di famiglia a cui tieni tanto.


