Patina Mobili Antichi Genova: un Chiarimento è d’Obbligo

Patina Mobili Antichi Genova: un Chiarimento è d’Obbligo

Valore mobili antichi: influisce la patina?

Negli anni passati si è parlato tantissimo della patina mobili antichi e spesso la sua presenza o assenza è stata direttamente collegata al valore commerciale dei mobili. Non era infatti raro sentire qualche commerciante affermare “questo è un mobile di prima patina” per sottolineare il grande valore del mobile agli occhi del cliente. Un’altra frase molto in voga era “ha la patina originale”.

Ma si riduce davvero tutto alla patina? Ma soprattutto, si tratta di affermazioni vere e assolute o c’è qualcosa che dobbiamo sapere? La prima cosa da chiarire è il concetto stesso di patina, un termine spesso confuso e per molti privo di contenuto chiaro. Non mi riferisco solo ai non esperti e ai non addetti ai lavori, ma mi è capitato di incontrare questa confusione anche in colleghi o persone che operano nel mondo dei mobili antichi Genova.

Questo dovrebbe già far capire che affermazioni perentorie come quelle precedentemente menzionate devono essere soppesate con estrema attenzione, e per farlo è essenziale aver ben chiaro cosa si intende per patina. Alcuni infatti potrebbero considerare in modo negativo la patina e vederla come quello strato di sporco che, anno dopo anno, ricopre inevitabilmente i mobili antichi, per altri invece la patina non è altro che la lucidatura.

Prima di proseguire su questa strada ci tengo a precisare un aspetto. Negli anni passati non possiamo negare che più di un commerciante abbia insistito eccessivamente su questa virtù del mobile antico per poter imporre i propri prezzi; oggi che il commercio si è ridimensionato sentiamo parlare un po’ meno della patina, tuttavia è un concetto che secondo me non dovrebbe essere perduto. Al di là delle interpretazioni e della difficoltà che spesso si incontra nel spiegare cos’è la patina e anche malgrado le varie interpretazioni date, essa costituisce effettivamente una parte importante del mobile antico.

Patina Mobili Antichi Genova Mobile Secretaire 01
Patina Mobili Antichi Genova Mobile Secretaire 02

Patina Mobili Antichi Genova Restauro Cassettone Antico Luigi Xvi 01
Patina Mobili Antichi Genova Restauro Cassettone Antico Luigi Xvi 02

Patina mobili: lucidatura o sporco?

Entriamo quindi nel mondo della patina mobili antichi e iniziamo dando la definizione che mi sono fatto nel corso di questi ultimi trent’anni, anni dedicati al restauro mobili antichi nella mia bottega a Genova confrontando anche le mie riflessioni personali con lo stato di conservazione del mobile. Possiamo dire che è una definizione nata dal duro lavoro e dall’esperienza accumulata.

L’equivoco principale sulla patina consiste nel vedere la lucidatura antica di un mobile come parte principale della patina. È proprio da questo concetto che vorrei partire, un concetto che desidero scardinare fin da subito. La patina non può essere la lucidatura mobile antico, perché fatta eccezione per alcuni pezzi da museo, non esistono mobili d’arte con la lucidatura originale, ovvero quella data dagli antichi ebanisti a conclusione del loro duro lavoro.

Nel corso degli ultimi tre secoli i mobili antichi sono stati puliti e lucidati almeno una volta: non possiamo escludere che sia avvenuto e, anzi, è molto probabile che i mobili siano stato lucidati almeno una volta dopo aver lasciato la bottega nella quale sono stati creati. Questa certezza nasce dai fattori ambientali in cui i mobili d’arte sono stati conservati per tantissimi anni.

Per maggior chiarezza voglio citare almeno uno di questi fattori: il fumo delle candele. La combustione della paraffina e della cera crea un fumo sottile chiamato nerofumo; nel giro di alcune decine di anni, il fumo si deposita su tutte le superfici, rendendo necessaria una manutenzione straordinaria delle pareti, dei mobili e di tutti gli oggetti contenuti in quell’ambiente.

Considerando che le candele hanno garantito l’illuminazione fino alla fine del secolo XIX, appare subito evidente che la loro azione ha contribuito ad annerire i mobili in più di una occasione, spingendo i proprietari a richiedere una lucidatura a domicilio da parte dell’ebanista. Del resto, nessuno vorrebbe mobili rovinati o anneriti, soprattutto sapendo che l’azione dell’ebanista avrebbe riportato i mobili antichi al loro stato originale.

L’azione delle candele e la loro produzione di nerofumo sono solo uno dei fattori che in passato hanno influito sull’estetica dei mobili antichi presenti nelle case dei più benestanti.

Un altro fattore di degrado è l’ingiallimento della gommalacca causato dall’esposizione diretta del sole, che ha contribuito a rendere frequenti le lucidature a tampone nelle case patrizie. Secondo l’opinione di un antiquario attivo sul mercato diversi anni fa, le lucidature venivano fatte ogni venti anni; io sono dell'opinione che avvenissero nell’arco temporale tra i venti e i trenta anni, a seconda delle attenzioni nella conservazione che i proprietari esercitavano sugli arredi.

Al di là delle tempistiche è quindi evidente che della lucidatura originale, ovvero quella effettuata prima di consegnare il mobile al legittimo proprietario, non ve ne è più traccia, perché ogni tanto venivano fatti interventi per ripristinare la bellezza del mobile antico. Ecco perché dobbiamo dimenticarci dell’equazione patina=lucidatura.

Dopo questo primo chiarimento non cadiamo nell’errore di associare la patina allo sporco superficiale che si deposita nel corso degli anni sulle superfici dei mobili: alcuni infatti pretendevano che non venisse sottoposto il mobile antico ad alcun tipo di pulizia per preservarne la patina, ma questo va contro qualsiasi principio di conservazione.

Lo stesso si può dire per ogni altro tipo di degrado del legno che non sia interessato da un intervento di restauro e conservazione.

Patina Mobili Antichi Genova Restauro Commode In Stile Neoclassico 01
Patina Mobili Antichi Genova Restauro Commode In Stile Neoclassico 02

Patina Mobili Antichi Genova Restauro Mobili Antichi 01
Patina Mobili Antichi Genova Restauro Mobili Antichi 02

Torniamo al dubbio iniziale: cos’è la patina? Per ora abbiamo solo detto che non è una virtù del mobile antico collegata alla sua finitura originale e che non è neanche lo sporco che si accumula come in molti pensano. Io ritengo che essa sia una conseguenza dei processi di invecchiamento dello strato superficiale del legno (1 mm. sotto la “pelle”), e identifico questi processi principalmente nell’azione della luce sulle superfici lignee e nella stagionatura delle stesse, cioè la loro perdita di acqua.

Conservazione della patina: buone e cattive pratiche

Questa definizione di patina è mia personale e non ha nessun tipo di impronta commerciale, ma anzi è funzionale alla conservazione del mobile; non guarda a una virtù del passato, ma a comportamenti da attuarsi nel futuro.

Per preservare la patina di un mobile antico è infatti necessario attuare alcune buone pratiche di restauro e di conservazione, evitando al contempo cattive pratiche di restauro volte alla sua eliminazione.

Esistono infatti pratiche il cui unico scopo è quello di rimuovere la patina: mi riferisco allo sbiancamento della superficie del mobile effettuato con acqua ossigenata. In alcuni laboratori vige la consuetudine di decolorare le essenze lignee per pulirle a fondo oppure per abbassare certi toni del mogano. Queste sono le giustificazioni più ricorrenti, ma non si considera che queste pratiche distruggono la patina in modo irreversibile.

Un’altra pratica discutibile è quella di mordenzare il legno su tutta la superficie prima della lucidatura: se è accettabile tingerne alcune porzioni per omogeneizzare un particolare, è bene evitare di tingere tutta una superficie e modificarne pesantemente la patina.

Parlando sempre di pratiche assurde che andrebbero assolutamente evitate voglio menzionare la drastica sostituzione di lastronature intere, stravolgendo così l’unicità del pezzo. Anche in questo caso si demolisce la patina attraverso un’azione volta ad abrasivare la superficie in profondità, di norma 1 mm, con mezzi meccanici.

Si distrugge la patina anche ricorrendo a vernici sintetiche (turapori) spesso usate da parte di sedicenti restauratori e applicate prima di lucidare il mobile a tampone.

Come puoi vedere ci sono tante pratiche sbagliate che distruggono irrimediabilmente la patina mobili antichi e modificano profondamente la superficie dell’essenza lignea di un mobile antico sono da considerarsi distruttive della patina.

Viceversa, ogni azione di pulitura e di valorizzazione che le riguarda e che viene condotta con agenti chimici non aggressivi, ovvero con solventi poco aggressivi, è da considerarsi un intervento di conservazione della patina. Alcool, acqua ragia e olio paglierino non demoliscono le patine e devono essere sempre preferiti a decapanti e solventi nitro. Abrasivare meccanicamente il legno è un altro intervento da mettere in atto il meno possibile.

Restauro mobili antichi: rispettare le loro unicità con interventi professionali

Queste sono solo alcune delle regole di condotta nel campo del restauro del mobile che dovrebbero essere sempre attuate e che io, nella mia bottega restauro mobili antichi Genova, sono sempre attento a seguire, nel rispetto del lavoro degli antichi ebanisti.

Non mi limito però a seguirle nel mio agire professionale quotidiano, ma anche di condividerle durante i corsi di restauro che mi piace organizzare nella mia bottega e anche durante i tirocini e gli stage che diversi studenti svolgono insieme a me.

La conservazione della patina non è un mero esercizio di stile. A volte mi capita di imbattermi in mobili con la patina distrutta a causa di interventi poco rispettosi eseguiti in passato, con una conseguente ed evidente perdita di valore artistico del pezzo: in questi casi il restauro del mobile in passato è stato eseguito anche da personale non professionista oppure è stato “indirizzato” verso determinati risultati da commercianti con pochi scrupoli.

Paradossalmente, il ridimensionamento del fenomeno dell’antiquariato avvenuto negli ultimi anni ha un risvolto positivo sulla professionalità e sulla deontologia, rendendo così gli interventi di restauro e di conservazione più attenti alla maggiore qualità e ai valori dei manufatti antichi. Si riscopre una maggior attenzione per il rispetto delle caratteristiche e delle unicità dei mobili antichi, ed è un modo di lavorare che posso solo che approvare e condividere.

Consulta i miei servizi e se hai bisogno di ricevere chiarimenti o maggiori informazioni non esitare a contattarmi.

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