Restauro Mobili Genova: Come Riconoscere i Legni
![]()
Il vasto mondo delle essenze lignee
Il mondo del restauro mobili è strettamente connesso al legno: ormai non conto più le volte che nelle mie news, in particolare in quelle dedicate ai restauri che puoi consultare nella sezione portfolio, ho menzionato vari pezzi di legno.
Una domanda che mi viene fatta spesso dai miei Clienti e dai corsisti riguarda proprio i legni e come si fa a riconoscerli. Ammetto che non è facile rispondere a questa domanda all’apparenza semplice, soprattutto perché le essenze lignee sono davvero tante, molte di più di quanto si possa pensare. Nonostante il mio lavoro, sono il primo a non conoscerle tutte e per diversi motivi.
In alcuni esemplari noi restauratori non ci imbattiamo perché non sono lavorabili a causa delle caratteristiche delle loro fibre, alcune essenze lignee sono purtroppo estinte, mentre altre si stanno estinguendo a causa di un loro eccessivo sfruttamento, come il “cuore verde”. Esistono inoltre alcuni legni che non si reperiscono più perché sono di importazione e i Paesi produttori hanno ormai deciso di non esportarli più: due esempi lampanti sono l’ebano e il teak.
Nonostante queste motivazioni, cerco sempre di fornire una risposta esaustiva quando mi viene posta questa domanda, ed è quello che desidero fare anche oggi.
Alcune piccole basi di botanica
La mia risposta deve presupporre alcune nozioni generali di botanica, ma non temere, non ho intenzione di fare lezione come se fossimo a scuola, ma è essenziale conoscere alcuni aspetti base. Una prima differenza essenziale è tra piante e alberi: solo i secondi producono legno in tavole. L’albero si riconosce dal fusto e può svilupparsi nella pianta o no.
Andiamo più in profondità e scopriamo un’ulteriore differenziazione nella famiglia degli alberi relativa le conifere e le latifoglie. Forse ricorderai di averle studiate a scuola, ma facciamo ugualmente un piccolissimo ripasso. Le conifere sono dotate di coni o pigne: pino, abete, pioppo e quercia sono gli esponenti più famosi di questa classificazione. Le latifoglie, invece, sono semplicemente alberi che sono sprovvisti di pigne, come gli alberi da frutta.
Mettiamo da parte per un attimo queste nozioni botaniche e facciamo un piccolo viaggio nel passato. Nel mondo dei mobili di antiquariato, gli antichi ebanisti hanno utilizzato alcuni legni particolari, quasi sempre gli stessi: mi riferisco a rovere, noce, ciliegio, pioppo, castagno, carrubo, ulivo e faggio. Queste essenze lignee sono state utilizzate a partire dal medioevo per la produzione di mobili in legno massello (massiccio).
Per quanto riguarda la produzione di mobili lastronati (rivestiti), il paniere si arricchisce di svariate essenze esotiche provenienti dalle Americhe e dall’Asia: il mogano, il palissandro, il bois de rose, il pernambuco, il cuore verde e l’ebano.
Scopriamo i principali legni nazionali
Fermiamoci un attimo e consideriamo i nomi di legni fatti fino a questo momento: sono tanti vero? Per non creare troppa confusione ho deciso che in questa news mi concentrerò sui principali legni nazionali, molto apprezzati anche in tutto il nostro Vecchio Continente.
Noce
Il noce è senza dubbio il legno più usato in Europa Continentale a partire dal Rinascimento, periodo storico in cui il noce ha spodestato sua maestà la quercia nel gusto dei committenti.
Il noce si presenta con un colore bruno-grigio, una fibra compatta e delle meravigliose striature scure che si distendono sinuose sulla tavola. Ha una propensione a tarlare, ma la tavola non si deforma quasi mai, e infatti presenta un’ottima resistenza alle sollecitazioni. Si presta bene alla tornitura e all’intaglio. Il noce nazionale, il più bella in Europa, purtroppo è quasi estinto.
Ciliegio
Il ciliegio è un albero da frutto molto utilizzato nell’ebanisteria. Ha un colore che vira verso il rosato con una pigmentazione molto accentuata, tarla molto, è un legno semiduro e presenta una fibra disomogenea. In virtù delle sue caratteristiche e del suo aspetto estetico, è molto utilizzato per la realizzazione di mobili rustici.
Olivo
L’olivo è un legno duro con una fiammatura meravigliosa, di un colore che sfiora il bruno, il giallo e il verde. Presenta una venatura contorta e questo lo rende più ostile alla lavorazione rispetto ad altri tipi di legni.
Il poro è molto chiuso e questo lo rende ricettivo alla lucidatura. Tarla molto ed è molto resistente alle sollecitazioni. Questo legno è stato usato lungo tutta la nostra penisola per costruire i mobili più vari.
Pino, abete, peach pine e pioppo
Si tratta di conifere che hanno trovato largo impiego nella costruzione delle casse per mobili dai cosiddetti “bottai”, ovvero quegli ebanisti che si occupavano di creare la struttura di un mobile importante e che veniva in seguito rivestito di essenze importanti.
Pino, abete peach pine e pioppo sono legni chiari con venature arancio. Non essendo molto belli a vedere sono stati usati per la costruzione di mobili rustici, variamente tinti e mordenzati. Tarlano molto, ma si prestano ad essere riparati più facilmente di altri. Deformano se in spessori esigui.
Tiglio
Ed eccoci al tiglio, un legno bianco molto amato e apprezzato dagli intagliatori (compreso il sottoscritto!), è un’essenza lignea tenera, omogenea e che presenta pochi nodi. Un ulteriore punto a favore? Il suo meraviglioso e indimenticabile profumo.
Castagno
Il castagno è un legno di bosco molto usato nel nord Italia. Molto spesso si presenta con un’estetica mediocre, tuttavia alcuni boschi del nord ovest producono castagni meravigliosi, con una tessitura e una fiamma uniche.
Questo legno è ricco di tannino, per cui il colore della tavola vira verso il bruno nel giro di pochi anni. Tarla molto, ma la tavola reagisce bene a torsioni e pressione. Non è raro che una tavola di castagno si spacchi o si creino delle fessure, ma rimane uno dei legni più utilizzati per la realizzazione di mobili rustici.
Rovere
Il rovere, o la rovere, è stato molto utilizzato fino al tardo Medioevo per le sue caratteristiche di robustezza e resistenza ai parassiti. Si presenta con un colore ambrato e un peso specifico molto alto. Sebbene questo legno sia molto duro da lavorare, è innegabile che sia possibile produrre manufatti eccellenti ricorrendo proprio al rovere.
Faggio

Il faggio è l’essenza nazionale più resistente e contemporaneamente la più esposta alle infestazioni. Ha una tessitura anonima, puntillinata e non presenta alcuna fiamma né nodi. Nonostante la tavola tenda a imbarcarsi, questo legno viene ancora molto utilizzato per la tornitura e per alcune parti meccaniche del mobile.
Cipresso

Il cipresso è una conifera splendida nella sua semplicità. Su una fibra quasi bianca, liscia e morbida si distendono poche delicate fiamme che una volta lucidate sembrano disegnate. Durante la lavorazione sprigiona un profumo piacevole ed è caratterizzata da doti antisettiche.
Acero e frassino

Si tratta di legni chiari e in generale poco usati, ma vengono preferiti ad altri quando si procede con decorazioni a tarsia. L’acero in particolare presenta un colore giallino, una fibra anonima ed è privo di fiamma. Viene normalmente preferito per realizzare i “filetti” nella decorazione a tarsie geometriche.
Olmo

L’olmo è un legno con una tessitura e una splendida fiammatura gialla ocra tendente al bruno. Purtroppo questo albero prima molto presente nel nostro Paese, ha una storia triste: durante il Rinascimento le piante europee si ammalarono morendo quasi tutte. Ad oggi l’olmo sopravvive in Medio Oriente.
Per ogni restauro serve il giusto legno
Una bella carrellata, non è vero? Insieme a semplici e brevi descrizioni ho voluto inserire anche alcune fotografie di questi legni provenienti dalla xyloteca della mia bottega di restauro mobili Genova.
In questo articolo ho tentato di essere esaustivo e di presentare tutti i legni nazionali con le loro principali caratteristiche. I nomi sono tanti e sono solo i legni di casa nostra, se così possiamo definirli. A questi aggiungiamo anche i legni esotici di cui ti parlerò in un’altra news: solo così potrai davvero capire quanto è vasto questo mondo e perché anche un professionista come il sottoscritto circondato dal legno, non li conosce tutti.
In attesa di scoprire altre essenze lignee, ti consiglio di scoprire cosa è possibile fare con il legno giusto andando a curiosare nel mio portfolio: il restauro mobili Genova chiede sempre che venga selezionato il perfetto legno per procedere correttamente con il recupero e restauro del mobile antico.
Se desideri ricevere maggiori informazioni sui miei servizi o se desideri fissare un appuntamento, non esitare a contattarmi.


