Restauro Antica Scrivania Napoleone III in Mogano Scuro
Problemi di fissaggio per una bellissima antica scrivania
È bello quando il mondo del restauro va oltre i confini cittadini e arrivano richieste di restauro anche da parte di Clienti che mai avresti immaginato. Questo è il caso del restauro di cui ti parlerò oggi: un Cliente francese mi ha contattato per restaurare una scrivania in stile Napoleone III, risalente circa al 1850.
Si tratta di un pezzo molto bello, con gambe arcuate e il piano rivestito con una elegante pelle decorata con cartiglio dorato. Tutta la superficie della scrivania è inoltre decorata con filetti in ottone che la impreziosiscono e le donano un aspetto davvero lussuoso. La scrivania è stata inoltre realizzata in mogano scuro.
Come accade a tantissimi (se non tutti) mobili realizzati in questo stile, una consistente parte dei filetti in ottone si erano sollevati a causa della perdita di tenuta adesiva della colla originaria. A questo problema di certo non piccolo, se ne aggiungeva un altro che, ahimè, mi è capitato di incontrare spesso nella mia lunga vita professionale: la presenza di alcuni maldestri tentativi di ancoraggio che avevano solo peggiorato la situazione. Alcuni filetti avevano addirittura perduto il loro profilo lineare a causa di un processo di distorsione molto difficile da correggere.
Non mi stancherò mai di sottolineare quanto sia importante affidarsi solo ai veri professionisti, soprattutto quando si ha la fortuna di possedere mobili così belli e pregiati. Questa scrivania non è stata la prima, e di certo non sarà l’ultima, ad essere affidata a mani sbagliate, persone che magari credeva anche di aiutarla, ma che alla fine hanno solo peggiorato le sue condizioni.
I veri professionisti sanno non solo come comportarsi, ma anche quali attrezzi usare, quali colle prediligere e quali passi seguire per risolvere veramente il problema
Interventi di restauro sulla scrivania antica in mogano
Come capita spesso con le scrivanie antiche, la parte più interessata al degrado era proprio il piano ed è su di esso che mi sono ovviamente concentrato. Non ero da solo in questa avventura, ma ad affrontare questo restauro avevo accanto la mia tirocinante francese (un caso?) Inès.
Per prima cosa abbiamo smontato tutte le parti in bronzo che decoravano il mobile, le abbiamo numerate per poterle ricollocare al loro posto in un secondo momento e li abbiamo lucidati, andando così a rimuovere l’ossidazione che li opacizzava. Questo “semplice” intervento ha permesso di ridare un tocco di luce a tutti gli elementi e, quindi, alla scrivania stessa.
Successivamente ci siamo concentrati sul piano della scrivania. Per poter incollare nel migliore dei modi i filetti di ottone è essenziale trovare la loro sede perfettamente pulita così he la colla faccia la sua magia. Questo vuol dire che nelle fessure deve essere depositata una giusta quantità di acqua calda ricorrendo ad una siringa e lasciarla lavorare per un minuto. In seguito, possiamo procedere con la rimozione della vecchia colla con uno scalpellino in ferro modificato su misura proprio per interventi di questo tipo.
Questa operazione (acqua calda con siringa e scalpellino) deve essere ripetuta più volte, fino a quando l’alloggiamento dei filetti non risulta perfettamente pulito. Solo allora e solo dopo aver carteggiato la parte interna, andremo a colare la colla di animale calda dentro la fessura per poi inserire il filetto, pressandolo con la testa di un martello.
Il lavoro, però, non finisce qui! Dopo aver rimosso la colla in eccesso con uno spazzolino da denti e ricorrendo ad una mossa rapida, andremo a posizionare della carta assorbente e tacco di legno sulla parte da incollare. Infine stringeremo con una certa energia alcuni morsetti sulla superficie per favorire l’incollaggio. Arrivati a questo punto si devono attendere 24 ore, trascorse le quali andremo a togliere i tacchi e con l’aiuto di acqua fredda e spazzolino, andremo a rimuovere la carta.
Come puoi vedere, non si tratta di certo di un procedimento veloce, ma un intervento che richiede tempo, pazienza e tanta precisione. Il tempo di attesa non è sprecato, perché solo così possiamo assicurarci che la colla faccia presa e blocchi tutte le parti in bronzo del piano della nostra scrivania antica.
Attenzione però: non è detto che tutto proceda sempre nel migliore dei modi! A volte, infatti, può capitare che in alcuni punti il filetto non sia entrato perfettamente nella sede, creando così un fastidioso scalino antiestetico. A questo, per fortuna, c’è soluzione: basta scaldare lo scalino con un ferro caldo e sottoporlo a pressione per altre 24 ore.
Dopo l’incollaggio è l’ora delle finiture
La risoluzione di queste criticità è stata molto lunga, ma anche soddisfacente, perché abbiamo visto che la scrivania prendeva di nuovo vita sotto i nostri occhi. Risolti i problemi di ancoraggio ci siamo potuti finalmente dedicare alle finiture. Malgrado alcune differenze di colore che si presentavano qua e là, ho optato per una lucidatura in patina, cioè una lucidatura che conserva la vecchia lucidatura. Si tratta quindi di una lucidatura conservativa.
Dopo aver pulito la vecchia lucidatura con tamponi di alcool, l’abbiamo spazzolata a secco con una paglietta di acciaio e, successivamente, lucidata a tampone con vernice gommalacca molto diluita.
Il risultato è stato a dir poco eccellente. Mobili come la nostra scrivania Napoleone III devono essere tirati molto lucidi senza avere paura di esagerare, perché nelle intenzioni degli ebanisti dell’epoca c’era proprio la volontà di stupire e si poteva stupire anche con lucidature molto marcate.
Gli altri interventi che abbiamo eseguito sulla scrivania sono i seguenti:
- La pelle del piano è stata lavata con acqua e sapone, ed è stata poi ingrassata con cera vergine di api ottenendo un buon risultato. Ricorda sempre che spesso nel restauro gli approcci meno aggressivi sono i migliori (less is more!);
- Il telaio è stato restaurato con la medesima tecnica descritta per il piano. Anche in questo caso è stato un intervento soddisfacente, ma anche molto impegnativo.
Consegna al Cliente e soddisfazione finale per Inès
Il restauro era concluso e la consegna della scrivania al suo legittimo proprietario è stata particolarmente gratificante per me, ma soprattutto per Inès che sta svolgendo nel mio laboratorio di restauro a Genova uno stage di due mesi per il quale ha dedicato il suo intero Erasmus.
Questa per Inès è stata la prima riconsegna di un mobile restaurato sul quale ha potuto lavorare, imparare e migliorare la sua tecnica. Si tratta di una tappa professionale molto importante, perché è un momento ricco di soddisfazione che fa capire quanto il duro lavoro possa essere ripagato dalla reazione dei Clienti.
Inès è una ragazza molto seria e appassionata, che mette anima e cuore in questo stage. Per quel che vedo, sono certo che diventerà un’ottima restauratrice e che il suo futuro sarà ricco di consegne e soddisfazioni!
Per un Cliente soddisfatto, altri attendono di riavere indietro i loro amati mobili antichi ed è il momento di tornare al lavoro in compagnia di Inès.
Consulta i miei servizi di restauro con particolare attenzione per i corsi di restauro e la valutazione mobili, essenziale per capire cosa fare di quel tuo mobile in legno. Per maggiori informazioni non esitare a contattarmi!


