Restauro Scrivania in Noce Genova: Occuparsi di un Mobile di Affezione
L’ampio mondo delle scrivanie in noce
È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho parlato del restauro scrivania in noce e oggi voglio proprio rimediare. Le scrivanie in noce sono abbastanza diffuse e si tratta di uno di quei mobili che vengono spesso tenuti con grandissima cura e attenzione dai loro proprietari.
Al mondo esistono tantissime tipologie di scrivanie noce, tutto dipende dalle mode del momento, dall’area geografica e dalle influenze a cui è stato sottoposto l’artigiano che l’ha realizzata. Sebbene sia ben conscio di tutto questo, non è raro che mi stupisca nel vedere una scrivania in noce con peculiarità uniche e assai distintive, un po’ come la protagonista della storia di restauro di oggi.
La caratteristica unica della scrivania: il piano incernierato
Un mio Cliente mi ha contattato per far restaurare la sua scrivania in noce dalla forma molto particolare. La scrivania include due colonne laterali, una a sinistra e una a destra rispetto al corpo centrale della scrivania, comprensive di tre cassetti: fin qui tutto normale. Non c’è infatti da stupirsi se le scrivanie, anche quelle antiche, sono provviste di cassetti spesso collocati in prossimità delle gambe del mobile; del resto il loro compito era anche quello di contenere documenti e prodotti di cancelleria.
La caratteristica principale arriva adesso: le due colonne di cassetti sono inframmezzate da un piano incernierato che può ripiegarsi su sé stesso. Non avevo mai visto un tipo di design così particolare e sono sempre contento quando, grazie ai miei Clienti, mi imbatto in qualcosa di completamente nuovo.
Analizzando la scrivania in noce e quella sua particolarità, mi sono presto convinto che la scrivania, in passato, avesse una funzione specifica e che fosse di origine navale, o che quantomeno fosse ispirata all’ebanisteria navale.
Tanti problemi e loro soluzioni
Dopo questa piacevole scoperta è stato il momento di concentrarsi su qualcosa di meno piacevole, cioè sui problemi che affliggevano questo bellissimo esemplare di scrivania in stile navale.
I problemi del mobile erano diversi:
- Un piede era rotto a metà e aveva bisogno di una bella tornitura;
- Sul piano molte parti impiallacciate erano degradate. Alcune erano state malamente selezionate dal restauratore precedente e non si inserivano nel contesto. Si erano inoltre create alcune fenditure che dovevano essere opportunamente riempite con strisce di noce;
- La patina di vernice era degradata;
- I cassetti dovevano essere completati da bocchette e chiavi. Un altro problema relativo i cassetti era la carta adesiva presente al loro interno: era davvero brutta e quindi doveva essere rimossa e sostituita con una carta di Firenze fiorata.
Il lavoro non mi è di certo mancato e dopo aver individuato tutte queste problematiche, le ho affrontate una per volta seguendo il programma che ormai avevo ben chiaro in mente. Le parole d’ordine sono state due: calma e perseveranza. Quando mi sono approcciato a questo restauro, ero infatti ben conscio che il restauro scrivanie richiede sempre molto tempo e non volevo affrettare inutilmente un processo che richiede il suo tempo, con il rischio di ottenere un risultato mediocre.
Il mio scopo era quello di riportare la scrivania in noce alle condizioni originali, permettendo così al mio Cliente di mettere in bella mostra la scrivania e, nel caso, di utilizzarla senza timori.
Passaggio dopo passaggio, la scrivania in noce stava lentamente rinascendo e tornando all’aspetto che aveva quando è stata realizzata dall’ebanista. Un’attenzione particolare l’ho dedicata alla lucidatura a gommalacca, una lucidatura che uniforma i colori delle superfici e fa splendere il legno di noce esaltandone la tessitura.
Il grande valore dei mobili di affezione

Il risultato finale è veramente positivo, e non vedo l’ora di vedere la reazione del mio Cliente al momento della consegna. Grazie al mio intervento, il mio Cliente potrà godersi questo mobile antico ancora per molti anni.
Piccola nota finale. Non ho indagato sulla provenienza della scrivania che ho restaurato, ma sono quasi sicuro che non si tratti solo di un mobile antico, ma di un mobile denso di un valore affettivo che va ben oltre al valore economico. Forse apparteneva a un parente che gli era particolarmente caro, chissà!
Indugio un momento su questo aspetto, perché nell’ultimo periodo mi sono ritrovato a restaurare molti mobili che non esito a definire “di affezione”, cioè mobili ai quali siamo legati perché appartenevano a una persona a noi cara. Prendersi cura di quel mobile, portarlo da un restauratore mobili in legno e assicurarsi che si mantenga nelle migliori condizioni, ci aiuta a ricordare la persona cara, a tramandarne il ricordo e magari a ricordare anche come lei utilizzava il mobile in questione. In poche parole, è come se tenessimo ancora stretta a noi quella persona.
È incredibile come un rumore, un profumo o un mobile siano in grado di far riemergere ricordi del passato che temevamo di aver perso per sempre. Ecco perché quel mobile, per quanto semplice, magari anche piccolo e malandato, riveste per noi una grandissima importanza e non riusciamo proprio a separarcene.
Ogni artigiano ha delle preferenze, lavori e interventi che predilige sopra ogni altro. Per quel che mi riguarda, il restauro di mobili di affezione è senza dubbio quello che preferisco. Forse perché, possedendo io stesso mobili che mi ricordano alcuni miei familiari, so bene che tipo di sensazione ed emozione sono in grado di regalarti.
Se anche tu hai un mobile al quale sei particolarmente affezionato e che non vedi l’ora di rimetterlo in sesto per poterlo utilizzare ancora per anni, consulta i miei servizi di restauro. In alternativa puoi contattarmi!



